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24/05/2018

STORTA ALLA CAVIGLIA: ECCO CHE FARE NELL’IMMEDIATO

Distorsione alla caviglia
La distorsione della caviglia, meglio nota come “storta”, è più frequente di quando si possa immaginare. E non soltanto tra chi abitualmente pratica attività sportiva.

Coinvolge tendini, cartilagini e muscoli. I medici lo definiscono un trauma acuto: a causarlo in genere è l’appoggio del piede su un terreno sconnesso (una buca, un sasso, una radice sporgente). Ma può essere anche la conseguenza di un trauma cronico, come il carico eccessivo e prolungato sull’articolazione, oppure l’utilizzo di calzature non idonee all’attività che si sta svolgendo.

Che fare?

La distorsione in sé non è un trauma grave, ma sicuramente può essere molto dolorosa. La zona interessata si può gonfiare rapidamente, il dolore si localizza principalmente intorno al malleolo ed entro le 24 ore successive si forma di solito un ematoma, che può estendersi alle dita del piede.

Che fare quando capita? Il protocollo PRICE, acronimo inglese, schematizza le cinque regole a cui attenersi:
• Protection (Protezione): immobilizzare provvisoriamente la caviglia.
• Rest (Riposo): evitare gli sforzi e limitare le attività alla caviglia interessata. Vietata quindi la ripresa dell’attività sportiva finché ematoma e tumefazione non si sono riassorbiti completamente.
• Icing (Raffreddamento): la zona infortunata va trattata il prima possibile con impacchi di ghiaccio da ripetere più volte al giorno.
• Compression (Compressione): applicare nelle 48 ore successive al trauma un bendaggio elastico o una cavigliera
• Elevation (Elevazione): tenere il più possibile la gamba interessata più in alto rispetto al cuore, in modo da favorire il ritorno venoso e limitare l’estensione dell’edema e dell’ematoma, almeno per le prime 48 ore.

Se nonostante queste precauzioni il gonfiore non se ne va nel giro di 48 ore, è meglio rivolgersi al medico per verificare se sono sopravvenute lesioni importanti o rotture.

Come rinforzare le articolazioni

La distorsione spesso lascia il segno: in un terzo dei casi la caviglia traumatizzata resta più “fragile”. Il dolore o le limitazioni alla funzionalità dell’articolazione possono protrarsi anche dopo la sparizione dell’edema e del livido e si possono presentare una certa rigidità, tendinopatie ricorrenti o recidive del trauma.

Per rinforzare le articolazioni, prevenire il problema e favorire la ripresa dopo l’infortunio, è utile il ricorso a integratori a base di glucosamina e condroitina, due sostanze che compongono la cartilagine articolare. Come per esempio Cartijoint, che contiene Glucosamina cloridrato e Condroitin solfato.
Cartijoint Forte, a queste due componenti, associa anche Bio-Curcumin BCM-95, un estratto naturale di Curcuma longa ad alta biodisponibilità titolato al 95% in curcuminoidi che, oltre all’azione antiossidante, favorisce il mantenimento di un’adeguata funzionalità articolare.

Per una specifica azione di rinforzo sui tendini, costituiti prevalentemente da collagene di tipo I, mucopolisaccaridi e acqua, è utile invece TendiJoint, a base di collagene di tipo I e mucopolisaccaridi, manganese, importante per la funzionalità del tessuto connettivo, e Vitamina C, che aiuta a proteggere dallo stress ossidativo e contribuisce alla produzione di collagene.

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