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Consigli

05/07/2017

SPORTIVI OCCASIONALI? ATTENZIONE ALL'ACIDO LATTICO

Lo sport fa bene, anche se non si riesce a praticarlo con costanza e regolarità. Basta seguire alcune semplici regole per evitare anche i classici dolori del “giorno dopo”.

sportivi occasionali e acido lattico
Da lunedì inizio ad andare in palestra regolarmente. Da settembre vado a correre… e via così, di “pii desideri” sono lastricate le strade dei pigri.

E quando si presenta l’occasione per una partita di calcetto con gli amici, una biciclettata in collina o una passeggiata in montagna succede il patatrac. Fiato corto, muscoli doloranti e crampi rovinano il divertimento e il danno si sente anche nei giorni successivi, perché diventa difficile anche soltanto alzarsi da una sedia.

Un muscolo non allenato, infatti, non riesce a gestire l’acido lattico che si sviluppa normalmente quando le fibre muscolari sono al lavoro. Ciò provoca reazioni immediate: crampi, dolori intensi e bruciori, che spesso obbligano a interrompere l’attività che si sta svolgendo.

E anche se questa sensazione di affaticamento passa rapidamente, lo scotto dell’affaticamento si paga anche nei giorni successivi, quando a farsi sentire sono le microlesioni e i microtraumi subiti dalla muscolatura non preparata a reggere lo sforzo.

Che fare allora? Arrendersi e rinunciare all’attività fisica? Neanche per idea. Il movimento fa sempre bene ed evitarlo perché non si riesce a praticarlo regolarmente è un errore.

Basta usare qualche accorgimento e seguire poche regole per godersi appieno tutti i benefici dello sport senza doverne pagare le conseguenze nell'immediato e nei giorni successivi. Vediamo come fare.

Il riscaldamento

Prima di iniziare l’impresa sportiva vera e propria, quindi, bisogna dare il tempo all'organismo di “accendere i motori”.

Un riscaldamento corretto è la chiave fondamentale di un allenamento ben riuscito: qualche minuto di corsa sul posto, saltelli a corpo libero o con la corda, camminata a passo sostenuto - quello che più vi prepara al tipo di attività che andrete a fare - e qualche minuto dedicato allo stretching consentono di aumentare l’ossigenazione e l’elasticità dei muscoli, di scaldare tendini e articolazioni e di migliorare la circolazione sanguigna.

In questo modo si prevengono gli infortuni e si aumenta la resistenza alla fatica. Bastano dieci minuti e siamo pronti!

Non esagerare

Evitate attività troppo intense e prolungate e, soprattutto, ascoltate il vostro corpo. Uno sforzo eccessivo può avere conseguenze molto pesanti a livello cardio-vascolare e muscolo-scheletrico.

Questo significa prendere le cose in modo rilassato, rallentare il ritmo quando se ne sente il bisogno e prendersi delle pause. In gergo tecnico si dice restare entro la soglia anaerobica, cioè la massima intensità raggiungibile senza che inizi ad accumularsi acido lattico.

In caso di crampi o bruciori muscolari, fermarsi immediatamente e riposare per qualche minuto.

Defaticamento finale

Finita la partita o la corsa? Non è ancora il momento di riposare. Importante come il riscaldamento, il defaticamento richiede soltanto un’altra decina di minuti.

Lo scopo è semplice: rilassare i muscoli coinvolti nell'attività e “stirarli” bene per evitare o quantomeno alleviare le contratture e i dolori classici del giorno dopo.

Allungamenti dolci, da tenere per almeno 15 secondi, torsioni del busto, respirazione diaframmatica… c’è una vasta gamma di esercizi tra cui scegliere e anche tante app che guidano il rilassamento.

Acido lattico sotto controllo

La carnosina è un alleato importante per neutralizzare l’accumulo di acido lattico a livello muscolare e contrastare la stanchezza.

È disponibile anche microincapsulata in formulazioni spray da vaporizzare all'interno dell’abbigliamento sportivo, qualche minuto prima di indossarlo. Il calore del corpo e lo sfregamento degli indumenti indotto dal movimento la liberano progressivamente, in modo che entri in azione quando ce n’è bisogno, aiutando a mantenere la funzionalità muscolare e migliorando la performance.

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