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05/12/2017

LO SCI DI FONDO NON COMPORTA RISCHI? NON E' AFFATTO VERO

Può sembrare lo sport più innocuo del mondo, ma non è così. Il rischio di farsi male c’è, anche se inferiore ad altre discipline. Ecco come comportarsi.

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Prendersi il proprio tempo, condividere l’attività sportiva con amici o familiari, godersi i paesaggi naturali sono soltanto alcuni dei vantaggi che gli estimatori dello sci di fondo associano a un’attività fisica di tutto rispetto, perché impegna praticamente tutti i distretti muscolari e consente un’ottima attività aerobica, benefica sul sistema cardiocircolatorio.
Gli esperti sono d’accordo sul fatto che lo sci di fondo sia un’attività sportiva che fa bene più di molte altre: mette in movimento i muscoli, rinforza le ossa, allena il fiato e la resistenza, migliora l’equilibrio e la coordinazione dei movimenti.
Il segreto sta nel fatto che è richiesta una varietà di movimenti molto vasta: ci sono tratti in salita, che richiedono sforzi più intensi, tratti in discesa, curve più o meno angolate. E ciò comporta l’impiego di più distretti muscoloscheletrici rispetto allo sci alpino o allo snowboard: articolazioni e muscoli di gambe e braccia, schiena, collo, addominali, dorsali. Praticato con regolarità, aiuta anche a ridurre i grassi nel sangue, la pressione e la frequenza cardiaca.

I rischi dello sci di fondo

Anche questa attività però, come tutti gli sport, non è esente da rischi. Ne sa qualcosa Angela Merkel, il cancelliere tedesco, che, pur essendo in forma e allenata, qualche anno fa si fratturò il bacino per una caduta proprio sugli sci da fondo. Per chiarire, è meglio fare immediatamente una premessa. Tutti gli sport sono, in qualche modo, a rischio infortunio e non bisogna mai sottovalutare la necessità di una buona preparazione, sia atletica sia alimentare, quando si decide per un’attività fisica. Lo sci di fondo, in particolare, espone con maggior frequenza a infortuni legati alle articolazioni: lesioni ai tendini, infiammazioni e distorsioni. Un grande classico è la lesione del tendine d’Achille, in quanto la caviglia è sottoposta in questo sport a molte sollecitazioni. E ancora, in generale, ematomi, contusioni e fratture legati alle cadute accidentali.

La prevenzione inizia a tavola

Pur essendo uno sport meno “traumatico” di altri, per articolazioni e muscoli, è necessario arrivare sulle piste ben allenati e pronti ad affrontare l’impresa. E spesso vale la pena rinforzare preventivamente cartilagini, tendini e muscoli con un’alimentazione mirata e, se necessario, integrata con sostanze nutrienti specifiche per le articolazioni. Una dieta quotidiana ricca di frutta e verdura di stagione, cereali integrali, pesce, legumi, frutti di bosco, olio extra vergine d’oliva e semi oleosi apporta le giuste quantità di vitamine e minerali, antiossidanti e antiinfiammatori naturali. L’integrazione ideale comprende invece glucosamina cloridrato e condroitin solfato, sostanze fondamentali per i tessuti di tendini e articolazioni, scarsamente presenti negli alimenti consumati quotidianamente; collagene di tipo I e II, il primo fondamentale per assicurare elasticità al tendine, e il secondo per garantire resistenza alla compressione; vitamina C dall’azione importante sulla sintesi del collagene; curcuma, spezia purtroppo poco utilizzata nell’alimentazione quotidiana occidentale, potente antinfiammatorio naturale, utile anche nei disturbi osteoarticolari; manganese e mucopolisaccaridi, coadiuvanti per la funzionalità del tessuto tendineo.

Rimedi per i dolori

La scarsa preparazione atletica o l’utilizzo di una tecnica scorretta possono favorire l’insorgenza di dolori alle articolazioni o alla schiena. In questi casi, oltre a farsi aiutare da un maestro di sci per mettere a punto la postura e i movimenti giusti durante l’attività sportiva, può essere utile, per non interrompere l’attività, intervenire con farmaci antinfiammatori topici a base di diclofenac, come i cerotti transdermici, che consentono un’azione prolungata nel tempo grazie al rilascio ritardato, o schiume, ideali quando il dolore da trattare coinvolge zone in cui è difficoltosa l’applicazione di cerotti (come le articolazioni delle dita). Per l’utilizzo di questi preparati, generalmente disponibili come farmaci di automedicazione, è sempre bene chiedere consiglio al farmacista e leggere attentamente il foglietto illustrativo. Se il dolore, invece, è la conseguenza di una contusione o di una distorsione, si può fare ricorso a prodotti topici a base di acido ialuronico e condroitin solfato, che riducono edema, gonfiori e infiammazioni e, di conseguenza, anche il dolore. E si è pronti a inforcare di nuovo gli sci.

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